martedì 8 agosto 2017

Dialogo col campione: Sara Varone

Sara Varone è una Karateka e psicologa dello sport.

Sara Varone ha ottenuto numerosi titoli a livello nazionale e internazionale. Nel 2016 ha terminato l'attività agonistica e oggi insegna Karate e Krav Maga.











Ciao Sara, pratichi Karate da più di 20 anni e hai vinto titoli a livello mondiale e nazionale. Quali credi siano le caratteristiche mentali che contraddistinguono un atleta in questo settore?

Ho vissuto tutte le mie fasi di vita insieme al Karate. Pratico da quando avevo 5 anni, quindi dal 1995. In ogni momento della mia pratica mi sono accorta che ci sono aspetti mentali che contraddisguono un Karateka.
Uno di questi è la concentrazione. Il Karate è fatto da tecniche di una certa difficoltà, a livello motorio e coordinativo. Sono movimenti che non si fanno tutti i giorni. Se non sei in grado di mantenere l'attenzione, apprendere diventa molto difficile.
Altro aspetto importante è il saper tenere duro. Questa risorsa si situa a metà strada tra l'automotivazione e la resilienza. Solo se sai tenere duro sei in grado di uscire da situazioni svantaggiose. Questo vale durante il combattimento in palestra, che si chiama Dojo, sia in situazioni esterne. Il Karate, a differenza di altri sport, può essere applicato anche in situazioni di vita, vista la sua efficacia in termini di difesa personale.
Altra dote mentale fondamentale riguarda la capacità di gestire la propria emotività: in gara, allenamento e in termini di difesa personale.

venerdì 28 luglio 2017

Perchè spegnere il cervello in gara

Questo post non è un vero e proprio articolo, ma solo una riflessione basata su un dato che ho scovato in un libro che sto leggendo. Il libro si intitola "Primo non nuocere. Storie di vita, morte e neurochirurgia" ed è stato scritto da Henry Marsh un neurochirurgo inglese con una formazione universitaria eterogenea. Oltre ad una laurea in medicina, ha studiato: filosofia, scienze politiche ed economia.
La professione del neurochirurgo consiste spesso nell'operare pazienti a cranio aperto e nell'asportare tumori. Nel libro, bellissimo e che consiglio vivamente di leggere, spesso l'accento viene posto su un dato: "il 25% del sangue che il cuore pompa ogni minuto viene diretto al cervello".
Questo dato spiega l'attenzione particolare che ogni neurochirurgo deve porre nel non recidere una vena cerebrale. Cosa può però dirci rispetto l'attività sportiva? Secondo me molto.

martedì 25 luglio 2017

Chris Paul, il dolore nelle mani

I vincenti si vedono alla partenza.

‘C’era una volta in America’ non è solo il titolo di un film da cui la nostra citazione è stata tratta, ma anche l’inizio di una favola ambientata negli Stati Uniti di qualche anno fa.
15 Novembre 2002, mentre in Italia si spegneva Frate Indovino, dall’altra parte dell’oceano Atlantico un sessantunenne vedeva la vita sfuggirgli tra le mani, mentre rimaneva appoggiato a un albero in rivoli di sangue rosso. Nathaniel Jones era a terra, in un parco, mentre non molto distante il nipote Chris si preparava a una partita di basket liceale. Un fulmine a ciel sereno. Una vita spezzata da un gruppo di ragazzi coetanei del nipote.


lunedì 24 luglio 2017

Dialogo col campione: Domenico Illuzzi

Domenico Illuzzi è un giocatore di Hockey su pista.

Vincitore dello scudetto con Lodi nella stagione 2016/2017 è uno dei pilastri della nazionale italiana con cui ha conquistato un titolo europeo nel 2014 e un secondo posto europeo nel 2016.






Ciao Domenico, se dovessi suddividere il successo sportivo in allenamento, doti atletiche e testa, quali sarebbero le percentuali? Puoi spiegarmi la tua scelta?

Secondo me le doti atletiche contano per il 40%, l'allenamento il 30% e la testa per il 30%. Le doti atletiche sono alla base del successo. L'allenamento è fondamentale, ma non basta per vincere. La testa gioca un ruolo fondamentale soprattutto nel saper fare la cosa giusta al momento giusto. 

martedì 18 luglio 2017

La guerra di Contador: testa, cuore e fantasia

Rientrare alle corse dopo quasi un anno di inattività non è semplice, ma se ti chiami Alberto Contador e hai contribuito a scrivere la storia del ciclismo questa difficoltà appare meno insormontabile. Era il 2012, quando nella diciassettesima tappa della sessantasettesima edizione della Vuelta Espana il madrileno ha mostrato al mondo di che pasta fosse fatto.



Che fosse un campione era fuori discussione, Vuelta, Giro e Tour erano già nel suo palmarès, ma dopo la controversa squalifica nessuno si sentiva più di scommettere su di lui. L’anno fermo, il morale basso per la revoca di un Tour e un Giro d’Italia, quest’ultimo vinto dominando, e una coppia di spagnoli tirati a lucido, Valverde e Rodriguez, sembravano ostacoli troppo ardui da superare. Perfino per lui, abituato a soffrire, dopo aver combattuto contro un aneurisma cerebrale che, nel 2004, sembrava avergli compromesso vita e carriera.

sabato 15 luglio 2017

Dormire al meglio la notte prima di una competizione. Come fare?

Un allenamento metodico e di buona qualità non è sufficiente per arrivare nella migliore condizione fisica alla data di competizione. Un tassello fondamentale consiste nel riuscire a godere di una notte ristoratrice e nel dormire un numero sufficiente di ore la notte precedente.

Vista la possibile tensione pre-gara potrebbe però essere complicato addormentarsi. L'abitudine a competere sicuramente aiuta a normalizzare l'aspetto situazionale, ma può permanere una tensione di fondo legata ad aspettative, desideri e possibili insicurezze. Accedere al mondo di Morfeo può quindi non essere il compito più semplice al mondo.

venerdì 7 luglio 2017

Allenamento mentale: i 5 principi della visualizzazione

La visualizzazione è uno strumento sempre più utilizzato nello sport professionistico e di alto livello. Come dimostra l'effetto Carpenter, possiamo allenare gesti e schemi motori attraverso l'attività immaginativa. Immaginando di muovere il mio braccio destro, invierò una stimolazione, non sufficientemente forte per produrre un movimento reale, ma sufficiente per essere archiviata nelle traccie mnestiche che compongono la mia memoria.