venerdì 4 settembre 2015

Percezione della fatica e aspettative di durata

La percezione di star facendo fatica ha una componete oggettiva, camminare per 50 km in piano genererà un maggiore senso di fatica che fare 10 km in piano, ma ha anche una rilevante componente soggettiva.

La componente soggettiva risponde a diverse variabili tra cui compaiono sia la struttura di personalità di un atleta, come anche i suoi modelli di pensiero e ragionamento. Questi due aspetti sono intimamente connessi, ma non sono sovrapponibili. Possiamo quindi leggerli e lavorare su di essi in modo separato, anche se modificando alcuni aspetti dell'uno, influenzeremo l'altro 

In questo articolo tralasceremo i tratti di personalità che influenzano i diversi modi di percepire l'intensità della fatica e ci soffermeremo su un modello di ragionamento specifico: l'aspettativa di durata dell'attività fisica.

Ebbene si, il livello di fatica che percepiamo non dipende solo dalla difficoltà dell'attività fisica che stiamo svolgendo, ma è strettamente connesso alle aspettative di durata che noi abbiamo rispetto quell'attività. In parole povere, più saremo preparati mentalmente ad affrontare una gara o un allenamento impegnativo e lungo, meno percepiremo senso di fatica, mentre meno ci saremo prefigurati la durata dello sforzo più percepiremo il senso di fatica.


Un esperimento storico svolto negli anni 80 da Rejeski e Ribisl, due ricercatori della Wake Forest University, dimostra bene quanto detto.

A un gruppo di soggetti è stato richiesto di pedalare su un cicloergometro a un numero predeterminato di watt, a un predeterminato impegno cardiaco, per un intervallo di 20 minuti. Al termine dell'esercizio si comunicava ai partecipanti che la registrazione dei dati non era riuscita e che avrebbero dovuto ripetere la prova. La registrazione era andata invece a buon termine e si desiderava confrontare i livelli di fatica percepita nelle due prove. 
Quello che emergeva dall'esperimento è che nei 20 minuti seguenti, seppure il numero di watt erogati e l'impegno cardiovascolare rimanessero costanti i soggetti riferivano di aver fatto notevolmente più fatica rispetto ai primi 20 minuti!

Come mai? Principalmente perchè non si erano prefigurati di dover affrontare una prova di 20 + 20 minuti! Cosa significa questo per un atleta? Che è molto importante che prima di affrontare un allenamento o una gara abbia delle aspettative realistiche rispetto alla durata, alle difficoltà e alle sue possibilità. Se queste saranno realistiche il senso percepito di fatica sarà inferiore a quello percepito se le sue attese verranno disconfermate. Viene da sè che avere delle aspettative realistiche rispetto a quanto andremo ad affrontare in gara sarà un aspetto che influenzerà il risultato, in positivo o in negativo.

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