sabato 28 maggio 2016

Per vincere serve lo psicologo o non serve lo psicologo

Circa una settimana fa la fortissima tuffatrice italiana Tania Cagnotto ha dichiarato di essere seguita da uno psicologo sportivo, che le insegna alcune tecniche di rilassamento da utilizzare sul trampolino.

Questa dichiarazione è stata sintetizzata dai giornali nell'affermazione "per vincere serve lo psicologo". Leggendo questo titolo mi sono domandato se per vincere serva veramente lo psicologo e quanto sia importante il ruolo dello psicologo in ambito sportivo.

Un elemento che penso contraddistinguermi credo sia l'onestà intellettuale. Fatico a mentire a me stesso e nel cercare di rispondere a questa domanda l'unica risposta possibile che sono riuscito a darmi è "dipende".

Sono però certo che ogni professionista che risponda in modo differente non abbia veramente a cuore le persone con cui collabora e che abbia principalmente un'interesse economico nell'avviare nuove opportunità professionali, a scapito di un'interesse genuino nell'ottenimento di risultati di valore.
Non credo che uno psicologo non debba avere interessi economici. Uno psicologo non deve fare beneficenza. Come in ogni lavoro, l'aspetto economico riveste una parte importante, ma in ambito psicologico, se si vogliono ottenere buoni risultati deve essere una delle motivazioni e non la motivazione primaria al lavoro. Posso affermare che, a titolo personale, mai mi rivolgere a un professionista che si propone a me mostrandomi i suoi successi e evidenziando la sua bravura e l'efficacia delle sue tecniche.

Torno però a spiegare perchè secondo me la migliore risposta alla domanda "per vincere serve lo psicologo"? sia "dipende". Se e quanto serva uno psicologo per ottenere un successo sportivo dipende da una molteplicità di fattori. Proverò velocemente a riflettere su quali sono le variabili che rendono complessa tale risposta:

1) Gli psicologi non sono tutti uguali: una volta ottenuta una laurea in psicologia si diventa dottori in psicologia. Molti psicologi procedono però con i loro studi e si specializzano seguendo orientamenti differenti. Questo fatto differenzia notevolmente il panorama psicologico e i servizi che uno psicologo può fornire. Utilizzando una metafora alimentare, gli psicologi possono essere considerati come cibo per la mente. 
Esisteranno quindi cibi differenti: antipasti, primi, secondi, dessert, cibi di carne o di verdura, di terra o di mare. Non tutti i cibi sono di buona qualità e non tutti fanno bene alla salute. Alcuni cibi possono essere confezionati e presentati in modo appariscente, mentre altri possono godere di una presentazione scarna ed essenziale. Un cliente che si siede ad un ristorante ha inoltre delle preferenze alimentari e può avere intolleranze. Non esiste un cibo per tutti e lo stesso discorso vale anche per gli psicologi.  

2) L'efficacia dell'intervento psicologico dipende dalla relazione che si instaura tra cliente e psicologo: vi è mai capitato, in alcune fasi della vita, che più persone vi dicano una cosa giusta, un cambiamento che dovreste mettere in atto per migliorare la vostra vita, ma che voi la snobbiate queste indicazioni? Capita poi che nella vostra vita si presenti una persona a cui vi legate e che vi ripete quanto molte persone vi hanno già detto, ma questa volta la ascoltate e date il via a un processo di cambiamento. Non sono le tecniche psicologiche ad essere efficaci, ma l'utilizzarle con un professionista di cui vi fidate e capace di creare con voi un legame umano intimo.

3) La benzina di alcuni atleti deriva dal loro tumulto emotivo: i successi di alcuni atleti sono il risultato della loro calma e della soddisfazione che traggono dalla loro vita quotidiana, mentre altri traggono energia e benzina dalle insoddisfazioni e dalla rabbia che la vita genera in loro. Uno psicologo potrebbe rendere più equilibrati gli atleti che segue, dando più forza agli atleti che vincono grazie al loro equilibrio, ma togliendo energia a coloro che traggono la loro forza nella rabbia e nell'insoddisfazione.  

4) L'effetto di un intervento psicologico non ha un risultato chiaramente prevedibile: quando uno psicologo inizia a lavorare con un cliente segue una direzione, che può essere più o meno chiara in relazione ai suoi obiettivi e all'esperienza professionale che ha maturato. Capita però che durante un viaggio si debba cambiare direzione. Anche il lavoro con un psicologo può essere un viaggio e la meta non può essere sempre definita a priori.

5) Molti atleti vincono anche senza psicologo: esistono atleti che grazie ad un intervento psicologico hanno migliorato sensibilmente le loro prestazioni, ma ne esistono molti, forse la maggior parte, che riescono ad essere vincenti senza aver mai lavorato con uno psicologo. 

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