venerdì 3 febbraio 2017

Rodolfo Lisi e l'importanza della psicologia nel tennis

Nell'articolo di oggi presento una breve recensione del libro "Tennis, istruzioni per l'uso" di Rodolfo Lisi, in particolare del capito che tratta l'aspetto legato alla preparazione mentale. Per una presentazione generale del libro è possibile consultare la sezione del sito "Libreria dello sport"

Rodolfo Lisi è uno dei maggiori esperti nell’ampia tipologia delle lesioni legate alla pratica del tennis, dal classico gomito del tennista fino ai molteplici traumi che può provocare il power tennis di oggi. 

Il libro si apre con le prefazioni illustri di quattro apprezzati esperti: Paolo Bertolucci, ex tennista e commentatore televisivo; Francesco Ricci Bitti, presidente Onorario della Federazione Internazionale Tennis (ITF); Riccardo Crivelli, giornalista de “La Gazzetta dello Sport”; Ubaldo Scanagatta, giornalista televisivo e radiofonico. Queste prefazioni fanno intuire la serietà del libro e danno garanzia di qualità del prodotto.
Interessante notare come uno dei capitoli del libro venga dedicato alla componente psicologica del giocatore di tennis. Lisi, riconoscendo l'importanza dell'aspetto mentale, sottolinea come nella costruzione atletica di un tennis anche questo sia un tassello di grande importanza da curare per poter ottenere il meglio dal gioco di ogni tennista. 

Nel capito "Tennis e psicologia", Lisi mette in evidenza come il gioco di ogni tennista sia strettamente connesso alle caratteristiche di personalità di ogni atleta. Serve and volley o gioco da fondo campo non sono, secondo l'autore, solo la risultante di una data predisposizione fisica e del lavoro dell'allenatore, ma discendono anche da una personalità predisposta all'attacco o alla difesa.

Quanto evidenziato da Lisi è di enorme importanza, perchè mette in luce come per una espressione piena del talento di ogni sportivo è importante che lo stile di gioco e la strategia attuata nelle competizioni siano in linea anche con la personalità di ognuno. Armonizzare il gioco seguendo sia le predisposizioni fisiche, sia le predisposizioni mentali, può portare infatti a un potenziamento di ogni atleta.

Nella parte finale del libro si riporta anche un breve test, sviluppato da Umberto Longoni, per identificare lo stile di gioco di ogni tennista (avendo praticato tennis in gioventù ho deciso di provare a compilare e, abbastanza prevedibilmente, ho scoperto di essere un giocatore che preferisce la strategia).

Questo test, che trovo forse un pò troppo semplice, ha proprio per questo motivo il merito di creare da subito un canale con gli sportivi, senza portare alla diffidenza che sorge quando si introducono strumenti complessi, noiosi o troppo difficili. Credo questo test possa servire per introdurre il tema dell'aspetto mentale nell'allenamento nelle prime fasi di lavoro, per poi passare ad un livello di approfondimento superiore.

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