venerdì 3 marzo 2017

L'allenatore, troppo spesso dimenticato dalla psicologia dello sport


All'interno della letteratura in psicologia dello sport gli allenatori sono considerati individui capaci di influenzare le vite degli atleti. Questi ultimi diventano infatti delle guide e dei supporti a cui gli atleti si rivolgono quando si trovano in difficoltà.

Seppure questo ruolo venga riconosciuto e sia chiara l'importanza cruciale che l'allenatore riveste per gli atleti, pochi studi hanno diretto la loro attenzione nel comprendere come rispondere al meglio alle necessità degli allenatori. Questa dimenticanza è da considerare grave se consideriamo come le performance di ogni atleta siano intimamente connesse anche alle abilità umane e personali dell'allenatore e non solo a quelle tecniche.
Coach Phil Jackson, uno dei principali allenatori di basket degli ultimi decenni, sottolinea come doti di consapevolezza da parte degli allenatori possano influenzare positivamente gli stessi atleti, accrescendo l'abilità di ognuno di essere in controllo delle proprie emozioni, essere meno distraibili e nel saper rispondere meglio agli altri e ai propri bisogni. Questo non influenza forse le performance degli atleti stessi?

A fronte di questo legame tra competenze umane e sociali e performance degli atleti è legittimo domandarsi come mai noi psicologi rivolgiamo tendenzialmente la nostra attenzione agli atleti e meno nel comprendere come supportare al meglio coloro i quali sono a stretto contatto degli atleti e che maggiormente li influenzano.

In questo senso sarebbe di estrema utilità rivolgere l'attenzione della psicologia dello sport nel comprendere come supportare e sostenere i coach nel loro compito di allenatori e, soprattutto, di educatori, così da ridurre al minimo possibili rischi di burn-out e per massimizzare, con un effetto domino, le performance degli atleti da loro seguiti.


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