venerdì 7 luglio 2017

Allenamento mentale: i 5 principi della visualizzazione

La visualizzazione è uno strumento sempre più utilizzato nello sport professionistico e di alto livello. Come dimostra l'effetto Carpenter, possiamo allenare gesti e schemi motori attraverso l'attività immaginativa. Immaginando di muovere il mio braccio destro, invierò una stimolazione, non sufficientemente forte per produrre un movimento reale, ma sufficiente per essere archiviata nelle traccie mnestiche che compongono la mia memoria.

Visualizzando mentalmente un gesto tecnico posso sviluppare e affinare tale gesto, senza caricare il sistema muscolo scheletrico (utile soprattutto in periodi di forte carico, nei giorni di riposo o durante gli infortuni). Attraverso la visualizzazione posso inoltre confrontarmi con situazioni reali problematiche che potrei incontrare in gara o aumentare il mio senso di auto-efficacia producendo immagini di successo o realizzazione personale.

La visualizzazione, come ogni aspetto sportivo, va allenata e affinata se si desidera produrre un risultato efficace. Saper allenare la visualizzazione e saperlo fare in modo procedurale può portare a miglioramenti notevoli. Farlo in modo alchimistico produrrà risultati inferiori. Essendo la visualizzazione connessa ad aspetti di personalità e non permettendo una valutazione concreta e percepibile nel mondo degli oggetti, godrà di miglioramenti più percepibili se monitorata da un professionista.

Nelle righe a seguire propongo i 5 elementi suggeriti da Alejandro Jodorosky, eclettico personaggio culturale, con cui è possibile agire sulle immagini mentali e di conseguenza incrementare le abilità di visualizzazione:
  1. Diminuzione: attraverso le mie risorse immaginative, mi indirizzo a diminuire le dimensioni di un oggetto. Ad esempio rappresento nella mia mente un elefante, prendo consapevolezza delle sue dimensioni, del colore della sua pelle. Mi soffermo sulla forma delle zampe, delle orecchie e sulle increspature della sua pelle. Ascolto il suo barrito. Quando l'elefante è presente nella mia mente inizio a giocare con le dimensioni e lo faccio diventare progressivamente più piccolo.
  2. Crescita: seguo la procedura indicata prima, svolgendola al contrario. Scelgo un oggetto di piccole dimensioni, lo rappresento in modo particolareggiato nella mia mente, per poi farlo crescere fino a renderlo grande come un palazzo o il mondo intero.
  3. Moltiplicazione: questo elemento consiste nel moltiplicare un dato oggetto, accrescendo così la sua disponibilità. Il processo non è di molto differente dalla moltiplicazione dei pani e dei pesci ad opera di Gesù. Dopo aver rappresentato un determinato oggetto nella mia mente, vado a moltiplicarlo;
  4. Divisione: consiste nel processo precedente svolto in senso inverso. Quando ho la necessità di ridurre l'impatto di un determinato aspetto lo posso scomporre in singole parti, andando così a depotenziarlo. Ad esempio posso scomporre un elefante nelle sue zampe, nel muso, nelle orecchie, la proboscide. Questo processo da una parte lo rende meno terrificante e dall'altra mi permette, se lo desidero, di mettere a fuoco un aspetto di mio interesse.
  5. Mescolanza: questo elemento riguarda la capacità di mischiare, a livello immaginativo, due oggetti appartenenti a due aree distinte. Ad esempio posso rappresentarmi mentalmente un elefante, per, in una fase successiva, fargli spuntare le ali da aquila. Così facendo andrei a mescolare la rappresentazione dell'elefante e dell'aquila.
Una volta acquisita una buona dimestichezza con i 5 elementi precedenti, quando sono capace di utilizzarli in modo consapevole e li padroneggio, posso iniziare ad utilizzare questi procedimenti in ambito sportivo. Ad esempio posso:
- Mescolare la mia immagine a quella di un leone, per sperimentare un senso di forza ed energia;
- Rappresentare mentalmente la mia ansia e rimpicciolirla;
- Visualizzare i muscoli delle mie gambe o delle braccia e farli crescere per sperimentare un senso di accresciuta prestatività.

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