venerdì 13 ottobre 2017

Il riscaldamento mentale nel pre-gara

Esistono delle strategie per settare al meglio la mente nel periodo che immediatamente precede una competizione? La risposta è decisamente affermativa, ma può assumere forme differenti in relazione all'atleta che la pone. Molto utile a tale riguardo è comprendere il proprio motore mentale.
Non esiste una strategia che funzioni per tutti, ma esiste una strategia che funziona per me. Qualsiasi professionista proponga una tecnica "panacea" generica e generale è, a mio avviso, o poco competente o in mala fede. Il compito e la competenza di uno psicologo consiste nel comprendere il proprio interlocutore e nel fornire uno stimolo ad hoc relazionato ai suoi bisogni.
Quanto propongo nelle righe seguenti è di conseguenza solo uno spunto di riflessione e una possibilità da intraprendere, ma non un suggerimento valido per tutti. Se questa possa funzionare o meno dipende da una serie di variabili connesse alla personalità dell'atleta.

Metto ulteriormente le mani avanti. Proporrò una riflessione relativa ad un video di uno dei miei siti preferiti "Ted". Non condivido e non amo le conclusioni a cui arriva la ricercatrice che le propone, trovo però molto interessanti le premesse. Questa è la motivazione che mi porta a condividere tale contenuto.
Il video si rivolge al contesto universitario e lavorativo, ma credo possa essere esteso anche all'ambito sportivo. Cosa viene evidenziato da Amy Cuddy, la ricercatrice che presenta le sue interessanti ricerche?


E' scientificamente provato che assumere una posizione sicura, una posizione di dominanza o di vittoria, per due minuti, possa apportare importanti modificazioni a livello ormonale. Queste modificazioni ormonali, a loro volta, vanno ad impattare sul nostro modo di percepire noi stessi ed il modo in cui andremo ad agire.
Nello specifico, assumere una posizione sicura e vittoriosa per un tempo di 120 secondi va ad accrescere il nostro livello di testosterone e riduce il cortisolo. Un livello di testosterone elevato ci porta a sentirci più efficaci, riduce l'insicurezza e ci porta ad essere più fermi e convinti in ciò che facciamo.
Ridurre il cortisolo impatta sullo stress, riducendolo. Quando lo stress va a diminuire si percepisce una maggiore tranquillità e si possono intraprendere scelte e decisioni meno dettate dall'impulso e dall'impeto.
Può essere questa metodologia utile anche in ambito sportivo? Certamente! Assumere una posizione di vittoria prima della partenza può avviare queste modificazioni organiche e renderci più sicuri, decisi e, nel contempo, rilassati.
Detto ciò, come ho evidenziato nel libro "Stress Performance Atletica" questa ricetta è ideale per una parte della popolazione atletica, ma non per la totalità. Esistono infatti atleti che necessitano di maggiore tranquillità per rendere al meglio, mentre altri che abbisognano di un livello di stress e cortisolo decisamente alto per iniziare a carburare.
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