domenica 29 ottobre 2017

Quando crolla la testa, crolla anche il corpo: Il Choking

La traduzione letterale del termine Choking significa "soffocamento". 

Ciò che viene soffocato sono il nostro talento e le nostre potenzialità. In una situazione di Choking si assiste ad un crollo repentino della prestazione e un deterioramento delle nostre capacità atletiche. Spesso si utilizza questo termine per spiegare crolli sportivi o fallimenti difficilmente prevedibili.

Il decadimento prestativo è spesso associato ad una pressione che l'atleta non riesce a sopportare e che conduce a un quadro sintomatologico ben delineato: aumenta la tensione muscolare, respirazione affannosa con tratti in apnea, sudorazione pronunciata, coordinazione danneggiata, movimenti meno fluidi, tendenza a prendere decisioni o a compiere gesti tecnici con poca attenzione. 

Chiaramente questi sintomi fisici non sono legati a un effettivo sforzo eccessivo o ad una mancanza di allenamento, ma rimandano ad un livello di stress non digeribile. 

Una domanda che molti potrebbero porsi è la seguente: "quando lo stress diventa eccessivo"? Come ho spiegato in "Stress&Performance Atletica" esistono 5 motori mentali. Ognuno di essi ha bisogno di livelli di stress differenziati ed ognuno di essi crolla in modi specifici e sotto pressioni più o meno ingenti. Per comprendere come agisce il Choking e come evitarlo, a mio parere, è essenziale individuare il proprio motore mentale.

Le motivazioni che attivano il Choking rimandano a 2 cause differenti:
1) Complesso di Giona: uno dei principali psicologi del '900 Abraham Maslow utilizza questa definizione per descrivere coloro che temono il successo e che attivano dei demoni autosabotanti al fine di non realizzare la situazione temuta;
2) Accresciuta autoconsapevolezza corporea: alcuni ricercatori sostengono che nelle situazioni di pressione gli atleti tendono a spostare il fuoco attentivo dall'esterno all'interno, posando la consapevolezza sulle sensazioni di tensione e fatica. Questo porta a danneggiare la prestazione, perchè fa sorgere un vissuto pessimistico che porta a spaventarci.
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